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Paragrafo 2 . La scuola pitagorica.
     
Introduzione.
     
Nel  sesto secolo la cultura greca  diffusa in un'area assai vasta
del  bacino  del Mediterraneo: dalle coste del Mar  Nero  a  quelle
della Spagna. I mercanti si

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muovono da un capo all'altro di questa vasta regione; e con loro  i
filosofi e le idee.
     Anassimene   ancora attivo a Mileto, quando una nuova  scuola
filosofica  viene  fondata  a Crotone,  sulla  costa  ionica  della
Calabria: la scuola pitagorica.
     Questa  scuola, forse pi di ogni altra, presenta  le  tipiche
caratteristiche  del cenacolo intellettuale dell'epoca:  la  figura
del  fondatore  fu ben presto avvolta dalla leggenda e  sicuramente
l'elaborazione filosofica (e scientifica) che vi si realizz fu  il
frutto  di  un lavoro collettivo. Gi Aristotele non fa distinzione
tra  le  opere  del  maestro e quelle dei  discepoli  e  parla  dei
"cosiddetti pitagorici"(21).
     Come, e pi di quella di Mileto, la scuola di Crotone ebbe una
grande rilevanza politica: sostenitori di posizioni aristocratiche,
i  pitagorici  detennero  il potere in  molti  centri  della  Magna
Grecia.

Pitagora.
     
E'  molto  difficile  parlare di Pitagora non  solo  per  le  poche
notizie attendibili che abbiamo della sua vita, ma anche perch  la
maggior  parte  di ci che viene presentato come suo pensiero,  pur
partendo   dal   suo   insegnamento,     in   realt   il   frutto
dell'elaborazione   di  una  scuola  ancora  attiva   nella   tarda
antichit.(22) Inoltre  quasi certo che Pitagora non abbia scritto
nulla e, in ogni caso, degli scritti a lui attribuiti restano  solo
tre righe.(23)

Religione e scienza.
     
La musica, l'armonia del canto e della poesia di Orfeo(24) tendono,
nella tradizione dei riti orfici, a ricomporre l'unit tra divino e
umano.  Pitagora  avrebbe  conosciuto da  vicino  l'orfismo,  e  ne
sarebbe  stato  coinvolto  accettando pienamente  la  teoria  della
trasmigrazione  delle  anime (metempsicosi).  Ma  al  tempo  stesso
sarebbe venuto a conoscenza dell'impostazione e delle soluzioni  al
problema  del  rapporto  fra  uno  e  molteplice,  fra  identit  e
diversit  proposte dalla scuola di Mileto. Una soluzione puramente
religiosa come quella dell'orfismo non poteva pi soddisfare chi si
dedicava all'indagine razionale del mondo.
     Anche  se  religione e filosofia(25) sembrano indicare  strade
diverse,  spesso  opposte,  per chi cerca  la  Verit,  lo  spirito
religioso  pu  comunque  incontrarsi e  fondersi  con  lo  spirito
filosofico. La scuola fondata a Crotone da Pitagora si presenta
     
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     con   forti   connotazioni  di  tipo  religioso,   addirittura
iniziatico  e settario, ma, a differenza dell'orfismo, ritiene  che
la purificazione dell'anima avvenga attraverso la scienza.
     
Il numero.
     
"E'  la  natura del numero che fa conoscere ed  guida e insegna  a
ognuno   tutto   ci   che    dubbio  e  ignoto.   Nulla   sarebbe
comprensibile,  n le cose in s n le loro relazioni,  se  non  ci
fosse  il numero e la sua sostanza"(26). In questa affermazione  di
Filolao  sintetizzato uno dei punti essenziali del pitagorismo:  i
numeri rendono conoscibili le cose e le loro relazioni.
     Come   i  filosofi  di  Mileto,  anche  i  pitagorici  partono
dall'osservazione della natura e, in particolare,  delle  relazioni
tra  i  vari oggetti e fenomeni naturali, ad esempio tra la diversa
lunghezza delle corde di una cetra e gli accordi musicali.(27)  Non
  difficile  cogliere come il mutare dei fenomeni  sia  legato  al
mutare di quantit, cio di numeri.
     Il  singolo  numero non  per legato al singolo  oggetto:  il
due, ad esempio,  applicabile a tutte le coppie e a tutti i doppi,
  cio una astrazione rispetto agli elementi concreti che permette
di definire e conoscere.
     Quindi la ricerca, partita dall'osservazione di ci che muta e
diviene,  si  sposta anche per i pitagorici su ci che  permane:  i
numeri nei quali si rivela la Verit.(28)

L'Uno, il molteplice e l'armonia.
     
Tutti i numeri sono riconducibili a due gruppi opposti fra loro, il
pari  e  il dispari. Come per Anassimandro, alla base di tutto  sta
l'opposizione  dei  contrari, che si generano dall'Uno;  ma  questa
volta  l'unit  originaria  l'unit numerica,  il  numero  uno  (o
monade,   come  dicono  i  pitagorici),  che,  in  quanto  elemento
originario, non  n pari n dispari, ma parimpari.
     Il  numero  dei  pitagorici  non  una  entit  esclusivamente
matematica, ma assolve alla funzione di principio di tutte le  cose
(arch):  l'Uno  genera prima di tutto il  Due  e  quindi  tutti  i
numeri,  cio  tutte  le  cose; l'Uno  dunque  contiene  in  s  la
molteplicit  e al tempo stesso permane in tutti i  numeri  cui  ha
dato origine.
     L'Uno che permane in tutte le cose, nell'opposizione di pari e
dispari,  anche la causa e la garanzia dell'armonia dell'universo:
l'opposizione, generata dall'unit e ad essa ricondotta,  armonia,
come  la  musica  prodotta  dalle vibrazioni  di  una  corda  della
cetra.(29)

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I numeri e la Ragione.
     
I  numeri, proprio perch elementi che stanno alla base di tutte le
cose,  hanno  per i pitagorici un carattere sacro e magico,  ma  al
tempo  stesso  sono  la massima espressione della  Ragione(30):  il
numero  come principio primo (arch)  "materia"(31) e allo  stesso
tempo  "principio matematico"(32); nei numeri sono presenti  da  un
lato  il  limite  e  il  limitato  (il  dispari,  indivisibile)   e
dall'altro l'illimitato e l'infinito (il pari); per i pitagorici il
limitato  superiore all'illimitato: al primo partecipa il bene, al
secondo  il  male;(33)  Ragione e Verit appaiono,  a  partire  dai
pitagorici,   come   un   binomio   difficilmente   scindibile;(34)
l'universo  e si manifesta come armonia razionale.

